Phonic AM55 mixer audio 5 canali - Recensione



Piccolo ma di grande qualità nonostante il prezzo.

Piccolo solo nelle misure, il Phonic AM55 è un micro-mixer audio a 5 canali (1 mono + 2 Stereo) che nasconde una circuiteria molto ben fatta, dalle nostre prove abbiamo, con molta sorpresa, appurato che utilizzandolo in audiorecording non introduce alcun fruscio aggiuntivo rispetto a quello già naturalmente presente nei preamplificatori e nella circuiteria delle schede audio (testato su 3 schede audio di 3 diversi livelli), 1 solo dB di differenza a parità di impostazioni, utilizzando il canale mono con un simulatore di microfono dinamico, cioè applicando una resistenza da 150 Ohm tramite un connettore Cannon XLR ovviamente al canale Mono, impostando i livelli in modo identico a quelli necessari ad una registrazione audio di una voce. Metodo forse un po empirico ma efficace e realistico per misurare la bontà degli strumenti che testiamo.

Stupefacente perchè è piccolo e molto economico ma la struttura e la finitura lasciano già intuire che è un buon prodotto. In effetti, confronto ad altri mixer simili, è realizzato interamente in metallo, anche ai lati, la verniciatura è metallizzata e le serigrafie sono molto chiare in lettura, completano il quadro i potenziometri e le manopole, oppongono una leggera resistenza fluida quando vengono ruotati (dando la sensazione di un potenziometro da console professionale) e sono solidamente montati sul circuito, le manopole sono di buona qualità.

Degno di nota è l'amplificatore dell'uscita cuffia, pilota bene anche cuffie dall'impedenza più alta, pulito e senza ronzii (cosa che invece abbiamo riscontrato su mixer simili di altri modeli). Molto carino è anche il led blu che indica che il mixer è acceso.

Il Vumeter a 4 Led x 2 file (L+R) ci risulta preciso, anche se avremmo preferito avere più led quindi più riferimenti,  permette una regolazione di massima dei livelli, specialmente quando si usa insieme ad una scheda audio, è molto importante il poter avere una indicazione ottica dei livelli.

Il preamplificatore microfonico del canale mono è di ottima qualità, il selfnoise si fa sentire solo a livelli molto alti di gain, ma usando un buon microfono, anche un dinamico, non occorre esagerare con il guadagno, nel nostro test abbiamo usato un AKG P3S con risultati molto convincenti.

Il suono Phonic lo abbiamo conosciuto su un'altro mixer più evoluto, la serie Celeus che ora è fuori produzione, sonorità pulita e ricca di tutte le frequenze reali del materiale che si va a registrare, cosa che riscontriamo anche in questo piccoletto.

La dotazione delle connessioni ed i commutatori che deviano il segnale in arrivo agli ingressi ausiliari 2T, permettono di collegarlo anche alla scheda audio del PC ascoltando ciò che viene suonato dalle tracce della DAW (se la scheda audio è dotata di Direct Monitor) e contemporaneamente inviare il segnale del microfono o degli strumenti connessi. Infatti i commutatori indipendenti del segnale 2T consentono di inviare il segnale IN 2T proveniente dal PC alle cuffie per monitoraggio o anche all'uscita MAIN simultaneamente.

Ottimo come submixer per tastiere o come mixer principale per una piccola DAW per homerecording economica associata per esempio ad una scheda audio USB tipo la Behringer UMC22


PRO:

  • Dimensioni compatte e qualità costruttiva ottima
  • Ottime caratteristiche audio, nessun fruscio rilevato, denota una circuiteria ben ingegnerizzata
  • Uscita cuffia notevole, potente, pulita, pilota bene anche cuffie con impedenza più alta

CONTRO:

  • Manca l'interruttore per accensione e spegnimento


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