Akai Professional MPX16 Campionatore Stereo 16 Pad Sensibili - Test e Recensione Parte 1

 

Akai, mitico marchio che nei tempi passati era leader nella produzione di campionatori professionali, ricordiamo tutti la serie S2000/3000 ecc...e le successive, presenti in ogni studio di registrazione e produzione musicale ed utilizzati in tantissime produzioni anni 80 e 90, oggi ha ridotto la portata della produzione dei samplers indirizzandosi verso la realizzazione di controller e tastiere midi e di macchine più complesse come l'ottima serie MPC, mantenendo però in produzione una serie di prodottini interessanti che in ambito homestudio o live possono dare qualche soddisfazione.

L'Akai MPX16 è un campionatore stereo, munito di 16 pad sensibili alla dinamica per triggerare i samples stereo o mono a piacimento presenti sulla memoria di tipo SD-Card, include anche funzioni di registrazione per creare i propri samples direttamente onboard senza passare da pc,  il tutto farcito dalla possibilità di editare con diversi parametri i campioni e pilotarli poi via midi come uno strumento, per esempio caricando un set di drum elettronica diventa un ottima drum machine per la creazione di tracce ritmiche, connettendola ad un pc o un'altra drum machine sulla quale programmare i pattern.

Include funzionalità di editing avanzato come Trim, per stabilire il punto di inizio e di fine del campione ottenendo così un perfetto loop, filtro, effetto riverbero (anche se non editabile e molto semplice), assegnazione della nota midi IN e OUT (coincidente) e del canale midi generale, permette anche di cambiare il pitch del campione, ma anche un envelope ed un grouping dei campioni così da utilizzarlo meglio con set di suoni drum.

Divagazione sull'acquisto e relativi problemi incontrati

L'ho acquistata su Amazon dalla sezione Wharehouse, l'usato "garantito" Amazon ad un ottimo prezzo rispetto al nuovo, volevo provarlo e mi serviva più che altro per caricarci suoni di drum machines da utilizzare via midi tramite PC o un'altra drum machine, per cui mi sono fidato del controllo dei "tecnici" Amazon ma probabilmente avrei fatto meglio a prenderla nuova, per due motivi.

All'arrivo l'ho accesa e mi è sembrata subito una grande figata, mi sono piaciuti subito i pads e la semplicità d'uso, anche il suono in generale è ben definito e potente, l'ho provata un po quindi e poi l'ho messa da parte dedicandomi ad altro. 
Dopo circa un paio di mesi ho deciso di riprovarla e usarla per fare qualche esperimento ma mi sono accorto di una magagna che alla prima accensione non avevo notato, ora non so se è la mia unità ad essere difettosa, ho chiesto in qualche forum e video youtube ma non ho ricevuto alcuna risposta.
Il problema si evidenzia quando si suona per la prima volta un pad dopo averla accesa, si innesca un sibilo di sottofondo che non si nota se poi si suona qualche sample tramite i pad ma nei momenti di silenzio torna, potete ascoltare questo suono nell'esempio di audio che trovate qui in basso:

Trovo che questo problema sia molto fastidioso, riesco ad ovviare con un noise gate esterno, ho infatti un compressore DBX 166XL che incorpora un buon gate, ed essendo doppio canale, posso eliminare questo disturbante rumorino ma avrei voluto un prodotto perfettamente funzionante e integro, se qualcuno di voi ha lo stesso problema me lo faccia sapere. La disavventura però non finisce qui perchè ho provato a contattare Amazon una prima volta per riferire del problema e inviargli il prodotto in garanzia ma l'operatore mi ha detto che per questo prodotto avrei dovuto rivolgermi alla Akai direttamente...la Akai Italia però non mi ha accettato il caso di garanzia perchè il prodotto non ha garanzia Italia (acquistato da Amazon Italia!) e dovevo rivolgermi alla Akai Europe che non mi ha mai risposto. 

Recentemento ho ricontattato Amazon (garanzia prodotto Amazon Warehouse 2 anni) e alla fine mi hanno (finalmente) avviato la pratica di ritiro e rimborso in garanzia, corriere inviato a loro spese, appena mi rimborseranno vi farò sapere, considerate quindi che al momento in cui sto scrivendo questo post non ho più sottomano la MPX16 ed è in arrivo il fratellino minore MPX8 che recensirò.

Il mio consiglio è quello di acquistarla nuova, come ho fatto io questa volta, ho ordinato un'altra MPX16, mi arriverà nei prossimi giorni e potrò apprfondire il test per completare la recensione.

Qualità costruttiva

L'apparenza inganna, nonostante la plasticosità dell'aspetto e dei materiali utilizzati in realtà è uno strumento ben fatto, solido e ben stabile sul piano, anche la gomma utilizzata per i Pads è ottima.
Il display è leggibile e più che sufficiente per l'utilizzo dei menu, sarebbe stato meglio però avere la possibilità di utilizzare più caratteri per i nomi dei files.

I Pad

Per i miei gusti sono discretamente piacevoli da usare, la sensibilità è buona, gradevole il fatto che si illuminano al tocco e il colore che cambia quando il suono collegato al pad è in Loop. Li ho provati anche via midi pilotando qualche VST di drum anche realistica e andavano benissimo. L'unico confronto posso al momento farlo con un Arturia Beatstep ed i pad si equivalgono.

Il software operativo e la superficie di controllo

Molto semplice da usare, i menù per l'editing dei campioni sono davvero alla portata di mano e occhio, visto che si passa facilmente da una "pagina" all'altra tramite il pulsante PAD presente sulla superificie di controllo, si dovrà premere ripetutamente per far scorrere la selezione evidenziata da un led rosso a sinistra di ogni gruppo di parametri che sono MIX, SAMPLE, ENVELOPES, FILTER/MIDI e UTILITY.



Con il controller rotativo si può incrementare o decrementare il parametro in maniera fine oppure premendolo (funziona anche come pulsante) si può far scorre il valore del parametro in maniera più veloce. Per ogni voce dei parametri è presente un encoder dedicato rotativo che permette di variare il parametro corrispondente della lista.

Un po scomodi i 5 pulsanti in gomma presenti, Record, Edit, Select +/- e Pad ma almeno sono silenziosi.



L'assegnazione dei campioni ai Pads è semplice, l'unica pecca è che i campioni non possono essere suddivisi in cartelle ma prelevabili dall'unica cartella principale, nel caso di tantissimi campioni presenti sulla memoria SD-Card bisogna perderci un po di tempo nel trovarli, specialmente perchè i nomi dei file non possono essere lunghi ma al massimo 8 caratteri. Una volta assegnati i campioni ai pad è possibile salvare il Kit nella memoria interna. Come tempi di caricamento dei sample e dei Kit dipende dalle dimeNsioni dei files, ovviamente per files di grandi dimensioni la macchina impiega qualche secondo in più, specialmente se sono molto lunghi,  ma se la usate con samples di batteria per costruire un drum kit è velocissima.

La parte registrazione permette di acquisire e normalizzare direttamente onboard i vostri campioni dalle sorgenti che preferite, la registrazione è ottima, anche automatica al rilevamento del segnale (si può impostare il livello...

CONTINUA...

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